Wunderkammer
Figura femminile di reliquario Byeri Fang - Gabon - ultimo quarto del XX° secolo
Figura femminile di reliquario Byeri Fang - Gabon - ultimo quarto del XX° secolo
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Seconda metà del XX secolo 32x12.5x12cm. 795 gr.
La nostra statua guardiana femminile, il volto mostra un'espressione al tempo stesso altera e contemplativa, ha una morfologia tozza ma robusta, seni prominenti, seduta con le mani appoggiate sulle ginocchia, volto lungo, bocca prognatica, occhi globulosi, capelli ben pettinati.
Piccolo buco sulla sommità della testa, forse per inserire del materiale d’offerta o materiale apotropaico.
Senza rotture o fessurazione, ma con i segni del tempo che gli danno un fascino antico, bella patina.
Figura femminile di reliquario Byeri Fang, Gabon Legno medio denso ricoperto con bella patina nera, tracce d’erosione d’epoca, fu senza dubbio a causa delle loro continue migrazioni che i Fang furono portati a collocare le ossa dei loro defunti in scatole cilindriche fatte di corteccia cucita, rendendo così la tomba, e talvolta anche il cimitero, più adatti agli spostamenti.
Esse erano sormontate da una figura scolpita, a figura intera, con busto o semplice testa, che proteggeva le reliquie e il ritratto idealizzato di un antenato.
Nascosti nella penombra della capanna del capo di ogni clan, a loro venivano occasionalmente dedicate cerimonie di onore e propiziazione.
Rappresenta una figura ancestrale (byeri), scolpita nello stile che lo specialista Louis Perrois ha identificato come Ntumu, sottogruppo Fang insediato nel Sud Camerun, nord-ovest del Gabon e intorno alla Guinea Equatoriale.
Le caratteristiche principali di questo gruppo sono: testa di proporzione media a fronte prominente, una bocca prognatica, occhi globulosi, tronco slanciato longilineo, braccia staccate dal corpo, gambe corte, tronco del corpo in posizione seduta sul bastone di sostegno.
Queste sculture “guardiane”, conservate in un santuario familiare, erano collocate sopra scatole di vimini che contenevano i teschi e le reliquie degli antenati che avevano dato origine alla stirpe del clan, e venivano utilizzate anche durante le cerimonie di in iniziazione dei giovani legati alla società “So”.
Queste scatole reliquiari erano custodite dall’uomo più anziano del paese, "l’esa."
Durante le cerimonie di commemorazione sul legno veniva fatto colare un miscuglio di sostanze magiche, sangue sacrificale, olio di palma, resine, che conferivano alle statue la loro forza vitale.
Durante le feste, le statue venivano separate e portate in parata, trattenute nelle mani, dal legno nella statua usata per sedersi.
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