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Doppio Vajra Kartika Vajrajogini - Tibet - fine XX° secolo Ottone - Turchese - Corallo
Doppio Vajra Kartika Vajrajogini - Tibet - fine XX° secolo Ottone - Turchese - Corallo
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Doppio Dorje tibetano e kartika in ottone e pietre naturali.
Misura 7,5 x 12,5 x 2,5 cm. Peso 250 gr.
Il vajra, che in sanscrito significa "diamante" o "fulmine", è un importante simbolo e strumento rituale nell'induismo e ancor di più nella tradizione buddista Vajrayana ("via del diamante"), alla quale dà il nome.
Il Dorje tibetano rappresenta l'indistruttibilità e l'efficienza che superano tutti gli ostacoli.
Simbolicamente, il dorje vajra distrugge l'ignoranza.
Nei rituali buddisti tibetani, il vajra è spesso utilizzato insieme alla campana, che rappresentano rispettivamente il maschile e il femminile, lo ying e lo yang, l'azione efficace, la compassione.
La forma del dorje tibetano è simmetrica, le due teste piramidali rappresentano il samsara e il Nirvana, che si annullano a vicenda al centro grazie all'anello del Vuoto.
Si dice che avere un dorje in casa abbia virtù positive contro i vari attacchi che subiamo.
Il Kartika tibetano, chiamato anche Grig-gsug in tibetano, è un coltello rituale a lama ricurva con un gancio all'estremità rivolto verso il basso, utilizzato nel buddismo tibetano per simboleggiare la rottura dei legami materiali e l'illuminazione spirituale.
È spesso associato al rituale funerario e alla pratica del Chod, e può essere ornato con un Vajra (Dorje) per enfatizzare la distruzione dell'ignoranza.
Ruolo nel Chod:
Nel Chod, il Kartika simboleggia il taglio dell'ego e degli attaccamenti, permettendo di liberarsi dalla sofferenza e raggiungere uno stato di compassione e coraggio.
Rappresentazione:
Il Kartika può essere visto nelle mani di divinità femminili (dakini) o maschili, come Yamantaka, in iconografia e nelle pratiche Vajrayana.
Significato nel rituale funerario:
Nel rituale funerario, il Kartika è considerato il "coltello per la vita eterna" e facilita il passaggio del defunto dal mondo terreno a quello spirituale.
L’oggetto presentato è una fusione tra un doppio Dorje (Vajra) tibetano e una Kartika, in ottone con inserzioni di pietre naturali, come turchese corallo e/o paste vitree colorate.
Ecco cosa rappresentano i due elementi:
Il Doppio Dorje (Visvavajra): Simboleggia la stabilità e l'indistruttibilità.
È spesso associato alla protezione, alla completezza dell’universo e alle quattro direzioni.
Viene usato nei rituali Vajrayana per evocare forza spirituale e rompere l’illusione.
La Kartika (ascia rituale): rappresenta invece con la Lama a mezzaluna, simbolo del taglio delle illusioni, degli attaccamenti e dell’ego.
E’ legata alla dea tibetana Vajrayogini, è un potente strumento simbolico di trasformazione spirituale.
Questa combinazione è piuttosto rara e indica un oggetto rituale importante, probabilmente usato da un lama o in contesti cerimoniali specifici.
Precisazioni:
Il Dorje (o Vajra) è un antico simbolo di origine indiana (sanskrito: "fulmine" o "diamante") e rappresenta la verità indistruttibile.
Il Doppio Dorje (Visvavajra) si è sviluppato nel buddhismo tibetano come simbolo cosmico, indicando le 4 direzioni e la stabilità dell’universo. Rappresenta la stabilità e l'indistruttibilità, simboleggiando la protezione e l'equilibrio delle forze cosmiche.
La Kartika ha radici nello sciamanesimo Bön e nel Vajrayana. È l’arma simbolica di divinità femminili come Vajrayogini e simboleggia il taglio delle illusioni e degli attaccamenti mentali. Una lama rituale a forma di mezzaluna, utilizzata per "tagliare" simbolicamente l'ego, l'ignoranza e gli attaccamenti mondani.
Questa combinazione indica probabilmente un oggetto rituale potente, usato da alti praticanti (lama, ngagpa o yogi tantrici).
Nell’uso rituale:
Nei rituali tantrici, il dorje viene impugnato nella mano destra (simbolo di metodo o compassione), mentre la campana è nella sinistra (saggezza).
Una Kartika viene brandita nei rituali di taglio simbolico delle emozioni negative.
Un oggetto che combina questi due simboli potrebbe essere posto su un altare, usato per cerimonie d’iniziazione (abhisheka), o portato come talismano potente di protezione.
Questa combinazione è spesso utilizzata in pratiche tantriche per facilitare la trasformazione spirituale e la liberazione dalle illusioni.
Meditazione personale: Può essere tenuto durante la meditazione per focalizzare l'energia e la concentrazione.
Altare domestico: Posizionato su un altare, serve come simbolo di protezione e come promemoria della pratica spirituale.
Rituali specifici: Utilizzato in cerimonie per invocare divinità protettive o per riti di purificazione.
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